I volontari rappresentano il cuore pulsante di moltissime associazioni italiane. Tuttavia, la loro gestione non può essere improvvisata: è regolata dal Codice del Terzo Settore e comporta obblighi ben precisi. Vediamo quali sono i requisiti, i documenti da compilare e gli errori da evitare.
🔵 Chi è il volontario secondo la legge
Secondo il D.Lgs. 117/2017 (Codice del Terzo Settore), il volontario è:
“Una persona che, per sua libera scelta, svolge attività in favore della comunità e del bene comune in modo personale, spontaneo e gratuito”.
Non può essere retribuito, ma può ricevere un rimborso spese documentato.
🔵 Obblighi per le associazioni che impiegano volontari
- Iscrivere i volontari in un apposito registro (cartaceo o digitale)
- Stipulare una polizza assicurativa per:
- infortuni
- malattia
- responsabilità civile verso terzi
- Formare i volontari, almeno su:
- sicurezza nei luoghi di attività
- compiti e ruoli
- comportamento etico
- Verbalizzare l’attività (soprattutto per eventi, raccolte fondi, interventi sociali)
🔵 Rimborso spese: cosa si può fare e cosa no
✅ Consentito: rimborsi per spese documentate (es. biglietti viaggio, pasti, materiali)
❌ Vietato: corrispettivi fissi, premi, indennità (pena la perdita della qualifica di volontario)
🔵 Il registro dei volontari: obbligatorio per chi?
- Obbligatorio per tutte le ETS che si avvalgono di volontari (anche solo 1)
- Deve contenere: dati anagrafici, data inizio e fine attività, ambito di intervento
- Deve essere numerato, datato e conservato presso la sede dell’associazione
Gestire correttamente i volontari non è solo un dovere legale, ma anche un segno di rispetto e tutela per chi dona il proprio tempo. Seguire le norme significa valorizzare le persone, evitare sanzioni e costruire fiducia.
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