Introduzione
Gli Enti del Terzo Settore (ETS) operano prevalentemente senza scopo di lucro, ma possono svolgere attività commerciali per sostenere le proprie finalità istituzionali. Tuttavia, la fiscalità applicata a queste attività dipende da specifici criteri normativi. Comprendere quando e come si applicano le imposte è fondamentale per una gestione finanziaria conforme e ottimale.
Quando un’Attività di un ETS è Considerata Commerciale?
Le attività degli ETS possono essere suddivise in due categorie:
- Attività non commerciali: quelle direttamente connesse alle finalità istituzionali e rivolte prevalentemente agli associati.
- Attività commerciali: quelle che generano ricavi attraverso la vendita di beni o servizi a soggetti terzi.
Secondo il Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017), un’attività è considerata commerciale se sussistono i seguenti elementi:
- Viene svolta in maniera abituale e non occasionale.
- Ha una logica di scambio economico, generando un corrispettivo specifico per beni o servizi.
- L’ente si avvale di strumenti tipici delle imprese (pubblicità, listini prezzi, contratti commerciali).
Regime Fiscale degli ETS: Cosa Cambia dal 2026?
Gli Enti del Terzo Settore (ETS) si troveranno presto ad affrontare importanti novità fiscali.
✅ ETS “non commerciali”: saranno soggetti a tassazione IRES solo per le Attività di Interesse Generale svolte in modalità commerciale e per le attività diverse, ma potranno beneficiare di un regime fiscale agevolato.
✅ETS “commerciali”: dovranno tassare tutte le attività, incluse quelle esercitate con modalità non commerciali, senza alcuna agevolazione fiscale.
📅 Quando entreranno in vigore le nuove regole?
L’autorizzazione della Commissione Europea per l’attuazione delle disposizioni fiscali del Codice del Terzo Settore è attesa entro breve. Se confermata, le nuove norme fiscali diventeranno operative a partire dal 2026.
Agevolazioni Fiscali per gli ETS
Gli ETS possono beneficiare di specifiche agevolazioni, tra cui:
- Esenzioni IVA per alcune attività sociali, culturali e formative.
- Regimi forfettari agevolati, in base ai ricavi annui.
- Riduzione dell’IRES per attività di utilità sociale.
- Detrazioni e deduzioni fiscali per donazioni ricevute da privati e aziende.
Sanzioni e Rischi per la Non Conformità
La mancata distinzione tra attività istituzionali e commerciali può portare a:
- Rivalutazione fiscale e recupero delle imposte non versate.
- Sanzioni pecuniarie per errata dichiarazione dei redditi.
- Perdita della qualifica di ETS, con conseguente esclusione dai benefici fiscali.
Conclusione
Per evitare rischi fiscali, gli ETS devono classificare correttamente le proprie attività e adottare un regime contabile adeguato. La consulenza di esperti del settore può aiutare a navigare tra le complessità normative e massimizzare le opportunità di agevolazione.
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