Se possiedi Bitcoin, Ethereum o qualsiasi altra cripto-attività, sei tenuto a dichiararle al Fisco italiano ogni anno. Nel 2026 le regole si fanno più stringenti: l’aliquota sale al 33% e la franchigia di 2.000 euro è definitivamente eliminata. Il CAF CGN di Settimo Torinese ti accompagna passo dopo passo in tutti gli adempimenti.
Cosa cambia nel 2026: le principali novità
Aliquota al 33%: dal 1° gennaio 2026 l’imposta sostitutiva sulle plusvalenze da criptovalute passa dal 26% al 33%. Si applica a tutte le cessioni, scambi e redditi da mining, staking e yield farming realizzati nell’anno 2025.
Nessuna franchigia: la soglia di esenzione di 2.000 euro è stata eliminata già dal 1° gennaio 2025. Nel 2026 si dichiara e si paga dal primo euro di guadagno.
Cripto nella DSU/ISEE: la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025) ha introdotto l’obbligo di indicare le cripto-attività nel Quadro FC2 della DSU con codice rapporto 99. Chi percepisce bonus o prestazioni sociali legate all’ISEE deve aggiornare la propria dichiarazione.
| 📅 Scadenze 2026: Modello 730 → entro il 30 settembre 2026 | Modello Redditi PF → entro il 31 ottobre 2026 |
Quali quadri compilare nella dichiarazione dei redditi 2026
Quadro W (o RW): monitoraggio fiscale obbligatorio
Chiunque detenga cripto-attività deve indicarne il valore nel Quadro W del Modello 730 (o Quadro RW del Modello Redditi PF). L’obbligo sussiste indipendentemente dall’importo detenuto e dall’eventuale realizzazione di guadagni. I valori devono essere coerenti con quanto riportato nella DSU ai fini ISEE.
Quadro T (o RT): plusvalenze e redditi diversi
Le plusvalenze da vendita, scambio di criptovalute, nonché i redditi da staking e yield farming, rientrano tra i “redditi diversi” e vanno indicati nel Quadro T del 730 o Quadro RT del Modello Redditi PF. Si riporta il guadagno netto complessivo dell’anno fiscale 2025, non ogni singola operazione.
Imposta sul valore delle cripto-attività (IVCA)
Tutti i possessori di cripto-attività sono soggetti all’IVCA, un’imposta patrimoniale del 2‰ annuo calcolata sul valore complessivo degli asset al 31 dicembre. Alcuni exchange italiani la trattengono direttamente; in caso contrario va liquidata in dichiarazione.
Cosa succede se non si dichiarano le criptovalute
L’omessa o infedele dichiarazione espone a sanzioni severe. A seguito della riforma del D.Lgs. 87/2024 (in vigore dal 1° settembre 2024), la sanzione ordinaria per dichiarazione infedele è del 25% dell’imposta dovuta, mentre per le violazioni di monitoraggio si applicano percentuali dal 3% al 15% degli importi non dichiarati.
Le autorità fiscali dispongono di strumenti di incrocio dati sempre più efficaci con gli exchange, inclusi quelli esteri tramite accordi internazionali. Regolarizzare prima di ricevere un avviso di accertamento è sempre la scelta più conveniente.
Come ti aiuta il CAF CGN di Settimo
- Analisi del portafoglio crypto e calcolo delle plusvalenze nette dell’anno
- Compilazione del Quadro W/RW per il monitoraggio fiscale
- Compilazione del Quadro T/RT per le plusvalenze e i redditi diversi
- Verifica e aggiornamento della DSU per chi ha obblighi ISEE
- Presentazione del Modello 730 o del Modello Redditi PF
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